La crisi è finita, per chi si mette in gioco

Conclusa la pausa estiva, i discorsi sulla crisi sembrano doverci accompagnare ancora. Allo stesso tempo, si moltiplicano le prognosi e le cure per guarire da questa malattia. Dando per scontato che crisi e malattia siano sinonimi. Ma questo legame non ci ha forse portato a interpretare male il presente? A non trovare quelle risposte che cerchiamo? Il termine crisi – e l’origine è fonte di sorpresa – deriva dal greco e significa “decidere”, “giudicare”. Quindi, in primo luogo, ci chiede di impegnarci in prima persona: non posso delegare agli altri le mie decisioni. Devo scegliere. Voglio scegliere. Questo è vero soprattutto nelle compravendite immobiliari. L’agente non è un procuratore, ma un mediatore: i veri protagonisti, chi decide, sono il compratore e il venditore. Ed è un dovere del professionista rendere partecipi i propri clienti in ogni aspetto dell’iter di compravendita, senza reticenze o alibi. I tempi di chi giocava sull’incompetenza e ignoranza altrui sono finiti. L’oggi è per chi mette un compratore o un venditore in grado di capire, di decidere, perché ha cambiato modo di pensare e di agire. E così è già oltre la crisi.