I valori: molto di più di un obiettivo

L’appuntamento precedente si era chiuso con una domanda: perché no? Perché Padova non può diventare una vera capitale europea? Oggi provo a dare la mia visione delle cose, un contributo da professionista e cittadino a una riflessione dove tutti possono essere protagonisti. Il punto di partenza, credo, sia il significato della parola “valori”. Spesso sono qualcosa che  auspichiamo o – in modo speculare – che rimpiangiamo. Sono due estremi contrapposti, talmente agli antipodi da assomigliarsi molto: perché ci sganciano dal presente e ci condannano a un passato mitologico o a un futuro chimerico. Perché, invece, non iniziamo a pensare ai valori come a un set di strumenti operativi, come mezzi per realizzare il proprio lavoro? Perché, quindi, la responsabilità verso il territorio e le persone non può diventare un nuovo stile di business? E lo dico da professionista: perché non iniziamo a pensare ogni operazione immobiliare come una valorizzazione – un’azione di valore ‒ di un immobile, di un quartiere, di una città, di un territorio e non semplicemente come un atto di mera compravendita? Questo è un cambiamento radicale, ma che credo possa portare valore aggiunto, proprio perché aggiunge valore. Da subito, senza aspettare che sia il sistema a cambiare.

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Il cambiamento? Parte dall’ambiente e da chi lo abita

Vivere il mondo del mercato immobiliare va ben oltre l’azione di vendere o comprare immobili. Una casa, un appartamento o un ufficio sono punti di osservazione da cui osservare un territorio, una città, le persone, perché un immobile è sempre un luogo che ospita una famiglia, un professionista, un’attività. Per questo è molto più di uno spazio. È in relazione con un territorio e con dei servizi. In questo senso dimenticarsi del contesto potrebbe essere rischioso.
Padova offre l’eccellenza in diversi campi: è fiore all’occhiello universitario, punta di diamante a livello medico, centro di attrazione per il terziario avanzato, senza dimenticare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico. Ci sono tutti gli ingredienti per diventare una vera capitale europea e un crocevia di interessi e opportunità. Perché allora non iniziare a pensare in grande? Perché non pensare a soluzioni che valorizzino l’identità di Padova? Certo, ci vuole impegno civile, coordinamento fra le parti, responsabilità verso le nuove e le precedenti generazioni.
Tutto parte, e può partire, da un guizzo della volontà, da una scatto in avanti del pensiero. O da una semplice domanda: perché no?

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