Affidarsi è fidarsi con consapevolezza

Spesso nelle compravendite immobiliari c’è l’idea che compratore e venditore possano trovare autonomamente una soluzione alla trattativa. Non c’è bisogno di un arbitro. Del resto, si pensa, questo funziona per molte cose: una macchina, per esempio, ma anche un mobile o qualsiasi altro oggetto. Ma, attenzione: più sale la posta in gioco più è alta la tendenza a portare acqua al proprio mulino. Ed è per questo che, nel caso delle compravendite, si rende necessaria la figura del mediatore immobiliare. È suo il compito di trovare un punto di incontro fra le parti, la risposta più vicina alle esigenze di entrambi. Ma una risposta di questo tipo si trova solo nel momento in cui il professionista conosce bene i motivi che spingono una persona a vendere o a comprare casa, quali sono i suoi progetti, che tipo di vita vuole condurre. È per questo che parlo di affidarsi: perché scegliere il giusto professionista per la compravendita significa mettere nelle mani di un’altra persona un “pezzo” importante delle propria vita. Un pezzo verso il quale si hanno aspettative, ma possono mancare le competenze specifiche e tecniche. È questa consapevolezza il primo passo per costruire un percorso efficace.

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Coraggio ordinario e quotidiano

Spesso il termine coraggio è legato ad azioni eroiche, fuori dall’ordinario, a situazioni nelle quali è a rischio la vita di una persona e il coraggio è stato l’elemento che ha permesso di trovare una soluzione. È da questo spunto che vorrei partire: il coraggio ha a che fare con le altre persone. Proprio come l’etica di cui parlavamo nel precedente appuntamento. Anzi, il coraggio è linvestimento personale che ogni individuo mette in gioco quando si relaziona. Perché essere coerenti e responsabili presuppone coraggio, cioè la volontà di metterci la faccia, di assumersi in prima persona oneri e onori. Coraggioso è quindi un padre, una madre, un fratello, un partner. Coraggioso è il vero professionista, che sa agire con competenza e consapevolezza. Chi ha coraggio senza sapere ciò che fa, infatti, è uno spregiudicato. E chi, invece, sa ma non agisce, o non vuole saper per non dove agire, è pigro. In entrambi i casi, lo sbilanciamento porta a staccarsi dalla realtà ordinaria e quotidiana. E quando si tratta di servizi di mediazione immobiliare, questo diventa un pericoloso boomerang. La fiducia del compratore e del venditore rischia di essere messa a rischio. Talvolta per sempre.

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L’etica come cuore del business

Se la fine di un anno porta a guardarsi indietro e vedere dove eravamo un anno prima, l’inizio ci spinge a scrutare l’orizzonte, per decidere dove vorremmo essere tra dodici mesi. E’ un momento di intimità che aiuta a focalizzare un pensiero o un’intuizione. Con questi sentimenti, vorrei condividere un valore sul quale ho costruito Punto Immobiliare: letica. Ethos per i greci significava comportamento, cioè dimensione attiva – e pubblica – dell’agire umano, che trova il suo senso nella relazione con altre persone. E sono due le regole del gioco: coerenza e responsabilità. Ciò che dico, infatti, deve corrispondere ai fatti, e le azioni devono essere specchio di ciò che dico. Non ci sono garanti esterni per questo, perché sono io il solo e unico responsabile. Tutto questo diventa un nucleo forte di valori umani che poi si esprimono anche nell’esercizio di una professione: medico, meccanico, insegnante, negoziante. Anche imprenditore. Perché il fare impresa deve tornare a essere un modo per strutturare un servizio, che mira a creare soluzioni etiche, cioè vere, verificabili, coerenti, responsabili. È questo il cuore del business ed è con questo spirito che vi auguro un buon inizio d’anno.

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