Sulle casa, garanzia a vita

Su questa rubrica ho spesso analizzato il fenomeno “casa” in relazione ad altri beni di consumo. Ne sono emerse analogie e, talvolta, diversità sostanziali. Una compravendita è un evento che per molti va oltre il semplice spendere o investire, ma diventa la realizzazione di progetti importanti. La consapevolezza che la materia è delicata, perché ha a che fare con lindividualità e la storia delle persone, deve essere un faro deontologico nell’attività dei professionisti. E proprio per questo è giusto pensare a una forma di garanzia a vita per le compravendite immobiliari. Il consulente, preparato e consapevole di aver svolto al massimo la sua attività, non ha timore di metterci la faccia, anche dopo anni che la compravendita si è conclusa. Nella mia idea di consulente, infatti, è centrale saper trovare soluzioni abitative, più che vendere case o appartamenti. Una filosofia che trova un riscontro concreto: gran parte dei clienti di Punto Immobiliare sono ritornati in agenzia, magari passando da venditori a compratori o viceversa. È l’ennesima conferma che la partita sia da giocare sulla relazione e su prospettive di lungo termine: è questo l’unico post-vendita che conosco.

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Conoscere e ri-conoscere l’individualità

La centralità della persona e l’essenzialità delle relazioni, anche nel mondo delle compravendite immobiliari, sono concetti che da sempre guidano il mio modo di intendere la professione. Si tratta di uno stile che nasce dalla disposizione allapertura e allascolto verso uomini e donne che cercano casa o intendono venderla. Da questo scaturisce un “metodo”, che mette al centro due azioni fondamentali: conoscere e riconoscere l’individualità. Sono due verbi che si differenziano solo per una sillaba. Si tratta di un lezioso gioco di parole? Non credo, perché come pensiamo il nostro lavoro determina come facciamo il nostro lavoro. E nello stile di Punto Immobiliare la particella “ri” ha un significato concreto. Non basta conoscere le storie, le esigenze e i desideri di un cliente, ma è fondamentale ri-conoscere queste storie e queste esigenze, interiorizzarle, farle proprie. Solo grazie a questo processo è possibile far emergere le soluzioni migliori e dare le risposte più corrette. È attraverso una condivisione discreta che si può andare oltre la ricerca di un semplice domicilio e incamminarsi verso la scelta di una casa, dove chi vi abita può rispecchiarsi, o meglio, riconoscersi.

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Identità, individualità, riconoscimento: tre parole per un nuovo mercato

Domenica scorsa ci eravamo lasciati con una riflessione sulla centralità della relazione umana nelle compravendite. Vorrei oggi introdurre una riflessione più ampia, partendo da tre parole che sono sfaccettature diverse di un unico concetto: saper porre la persona al centro del proprio lavoro. Non è una prerogativa solo di medici, psicologi e operatori sociali. Può essere uno stile, una prassi, applicabile a ogni settore. La chiave di volta, almeno per me, è stata di andare oltre il pensiero di case e appartamenti e dedicarmi a soluzioni ed esigenze abitative. Questo, da ormai trent’anni, mi porta ad ascoltare con attenzione le storie e i desideri di chi varca la soglia di Punto Immobiliare. Sono sempre racconti diversi, originali, perché i vissuti sono individuali e, soprattutto, sono espressione di unidentità. Ecco le prime due parole: identità ed individualità. Se queste sono le premesse, è chiaro che la soluzione deve essere un capo di sartoria: si prendono le misure, si scelgono i tessuti, si cuce, si prova, si scuce e si perfeziona. Solo così una persona può guardarsi allo specchio e piacersi: non solo perché il vestito è bello, ma perché valorizza, ed esprime, la sua identità.

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Le compravendite alla prova di internet

L’accesso all’informazione è stato uno dei grandi mutamenti che la rete internet ha portato nelle nostre vite. Basta un click per entrare in contatto con realtà lontane, addirittura remote fino a qualche tempo fa. Un nuovo impulso è stato dato agli acquisti, anche nel settore immobiliare: nel tempo sono cresciuti servizi di compravendita on-line, vetrine di annunci, portali di intermediazione. Sono strumenti buoni, molto utili per raccogliere informazioni, chiarire le proprie aspettative, talvolta ridimensionarle. Attenzione, però, che non sempre il vestito in vetrina sta bene quando lo si indossa: ognuno è diverso e deve trovare ciò che calza a pennello. Ma ancor di più voglio sottolineare che il bilanciamento fra domanda e offerta può risultare precario, quando non c’è un arbitro terzo. Il ruolo di mediazione svolto dal consulente immobiliare ha senso proprio perché dà una direzione a una trattativa fra privati. E la rende più umana, perché va a fondo delle emozioni, va oltre dati, foto e prezzi già disponibili su un sito. Frena l’eccessiva fretta di chiudere un affare e punta al riconoscimento dei desideri delle persone. Perché da questi bisogna partire e a questi dare una risposta.

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