Sostenibilità: una parola per cambiare marcia e tornare a correre

Negli ultimi anni sostenibilità” è diventato un mantra, esploso con l’interesse verso i temi ambientali e la green economy. Il suo senso, tuttavia, può essere applicato in molti settori, precisamente laddove esistono più elementi in gioco: la riuscita di qualcosa, la sua sostenibilità appunto, è l’effetto di un equilibrio fra le parti. Il mondo immobiliare ne è un esempio: la mediazione è un punto cardine di una compravendita. E lo stesso comparto immobiliare vede in campo diversi giocatori: professionisti, banche, costruttori, notai, Stato. Tutto questo sistema ha attraversato uno tsunami, che ha rotto equilibri o che è stato provocato proprio dalla mancanza di equilibri. Oggi sul campo restano i danni, le macerie, e sono ancora in corso degli scossoni di assestamento. Ma c’è la possibilità – e la necessità – di trovare nuove strade da percorrere, partendo da due parole chiave: educazione e consapevolezza. Solo riflettendo su ciò che siamo, e su ciò che viviamo, può nascere un nuovo modo di guardare al segmento dell’immobiliare. Nei prossimi appuntamenti condivideremo questo itinerario. Per pensare a una nuova idea di futuro. Sostenibile, certamente. E per tutti.

Scarica il documento Corriere Veneto

2007: che cosa è successo veramente nell’immobiliare?

Domenica scorsa ho analizzato alcuni elementi che hanno causato la brusca fermata del mercato immobiliare. Abbiamo parlato del passaggio lira-euro e dell’accesso al credito. Manca un elemento chiave: la grande crisi economica che ha coinvolto molti livelli del tessuto economico. Il mondo del lavoro ne ha risentito subito, mettendo in discussione la solvibilità di tanti finanziamenti e quindi la capacità di acquisto degli immobili. I venditori, di conseguenza, hanno congelato le loro offerte in attesa che la tempesta finisse. Questo stop generale, tuttavia, ha portato a mio avviso a un cambiamento epocale: perché è stata una pausa che oggi permette di ripartire con più slancio e nuove possibilità. Ma è necessario cambiare paradigma, indossare un nuovo paio di occhiali: togliere quelle lenti che avevano deformato il mercato immobiliare, fino a renderlo distante dalla realtà. Perché - e lo dico con molta serenità - si trattava di un mercato gonfiato, costruito spesso su valutazioni approssimative e superficiali. Oggi, per fortuna, possiamo guardare indietro con occhi più sereni, consapevoli che abbuffarsi sazia, ma solo per una sera, e che è fondamentale cogliere le nuove opportunità.

Scarica il documento Corriere Veneto

Guardiamo indietro per ripartire con lucidità

Gli ultimi appuntamenti di questa rubrica sono ispirati al tema del convegno degli agenti immobiliari “Se riparte l’immobiliare riparte l’Italia”. Vorrei, nelle prossime domeniche, fare spazio a una domanda implicita nel concetto di ripartenza: perché il mondo immobiliare si è fermato? Quando si è fermato? La fluttuazione dei prezzi e la cosiddetta bolla immobiliare sono fenomeni ancora recenti, ma che oggi possiamo analizzare con più distacco. Ma quali sono i fattori che hanno portato allo stallo? Nella mia analisi ne ho individuati alcuni. Il passaggio da lira a euro ha creato, indubbiamente, uno scollamento fra prezzi dei beni e capacità di acquisto dei consumatori: sono lievitati i costi, ma gli stipendi sono rimasti gli stessi. Ciò ha portato a indebolire l’economia domestica delle famiglie, con un progressiva erosione di capitale e, in parallelo, l’impossibilità di risparmiare per affrontare spese più impegnative, come un’auto o una casa. Questo fenomeno, tuttavia, era compensato da un accesso al credito più facile: comprare casa era dunque ancora possibile, ma solo con finanziamenti pesanti da sostenere. Oggi le banche sembrano più disponibili: è un buon segnale, da cui ripartire.

Scarica il documento Corriere Veneto

Riqualifichiamo per dare maggiori opportunità

Mi piace pensare che riqualificare sia un’azione che unisca tante generazioni: è una forma di rispetto per il passato, ma anche un’opportunità che guarda al  futuro. Città come Padova offrono molte possibilità in questo senso: edifici, appartamenti, negozi e molti altri spazi che con un intervento efficace possono diventare soluzioni abitative concrete e funzionali. Essenziale, tuttavia, è che ci sia la volontà di mettere mano a questo patrimonio immobiliare. Ma riqualificare significa anche, dal mio punto di vista professionale, iniziare a pensare a un ruolo diverso dellagente immobiliare. Più consulente e meno venditore: un partner strategico in grado di valutare con intelligenza il mercato e muoversi al suo interno con agilità. Il cambiamento del mondo immobiliare degli ultimi anni è stato epocale, è quindi necessario mutare radicalmente approccio. Iniziare a pensare che riqualificare sia una strada importante per ottimizzare i valori di mercato e un modo per offrire nuove possibilità a chi il futuro di un Paese lo sta costruendo: i giovani. Metterli in condizioni di avere una concreta serenità abitativa è una responsabilità grande, ma alla quale è tempo di dare ascolto.

Scarica il documento Corriere Veneto

Padova, una culla per giovani di talento

La riflessione sull’importanza cruciale di un buon assetto urbanistico presuppone un concetto di città ben definito. Che immagine abbiamo quindi di Padova? Di più, che cosa ci aspettiamo da qui a dieci anni per la città del Santo? Rispondere a queste domande implica pensare ai nostri figli, a quale eredità lasciare loro. Spesso si dice che per le nuove generazioni lunica possibilità di realizzazione sia studiare e lavorare allestero. Mi chiedo, tuttavia, se questo non significhi ammettere, velatamente, il fallimento di un modello che ha soffocato le potenzialità del nostro Paese. Coltivare talenti attraverso ununiversità deccellenza, per poi donarliad altri credo sia una scelta miope e, aggiungo, anche un investimento poco strategico. Cosa può fare, quindi, il mondo dell’immobiliare al quale appartengo? Dal mio punto di vista può dare un contributo importante. A patto che si assuma la responsabilità civile del proprio lavoro. Perché fornire condizioni funzionali per sviluppare politiche abitative sostenibili è il presupposto per attrarre persone, professionisti, giovani. O per lo meno, per non lasciare loro, come unica strada percorribile, quella di andare all’estero.

Scarica il documento Corriere Veneto