L’immobiliare fra mutazioni naturali e cambiamenti imposti

Esistono evoluzioni che pian piano prendono forma nella società. Pensiamo al mondo del lavoro e a quanto è cambiato dal secondo dopo guerra a oggi. Ma pensiamo anche alla casa e ai fenomeni di inurbamento che hanno cambiato la morfologia di città e periferie. Sono tutte modificazioni di quel grande organismo vivente che è la nostra società. Ma ci sono anche mutazioni imposte, decise a tavolino, calate dall’alto: sono i mille balzelli che soffocano il mondo dell’immobiliare. La causa, credo, ha un’origine ben precisa: considerare influente, a livello di tassazione, la proprietà dell’immobile. Significa che un bene è sì tassato perché è una forma di rendita, ma anche per il semplice fatto di esistere e, di conseguenza, di avere un proprietario. Credo sia necessaria una riflessione molto approfondita su questo tema, perché è un aspetto che incide fortemente sulle compravendite di case e su tutto l’indotto dell’edilizia e delle professioni. Le quotazioni di mercato, l’approccio stesso dei venditori, risultano inevitabilmente affaticati da una pressione di questo tipo. E, soprattutto, far finta di nulla rischia di essere un boomerang proprio quando è necessario essere pronti a ripartire.

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Impariamo dalla natura a gestire le crisi

In natura tutte le mutazioni sono risposte a stimoli esterni e adattamenti all’ambiente per garantire la sopravvivenza di una specie. Queste dinamiche, credo, possono aiutarci a capire qualcosa del mercato immobiliare. Le abitudini abitative, forse anche le mode, sono spesso leffetto di cambiamenti sociali forti. Pensiamo al fenomeno dei grandi condomini: unità piccole e tanti nuclei familiari in poco spazio. Chi sceglierebbe liberamente di vivere in questo contesto? Credo in pochi. Perché tutti, in realtà, vorrebbero vivere in case singole, con giardino privato e completa autonomia. La scelta del condominio, quindi, è spesso un passo obbligato. Ed è sbagliato pensare che sia, in assoluto, una libera scelta. Lo conferma il fatto che spesso i compratori desiderino acquistare le unità all’ultimo piano: quelle appunto che danno la sensazione di abitare in una casa singola. Detto ciò è fondamentale, allinterno del mondo immobiliare, analizzare quali sono i cambiamenti fisiologici che rispondono a profonde esigenze abitative. E quali invece sono mutazioni causate da agenti esterni che soffocano un corretto sviluppo delle compravendite, così come un parassita blocca la crescita delle piante.

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Essere il cambiamento: una forma di responsabilità

La grande rivoluzione del mercato ha portato a dover affrontare nuove sfide, abbattere abitudini sclerotizzate, pensare a nuovi modi di affrontare il mondo. In una parola ci ha imposto di cambiare. Penso, tuttavia, che il modo più efficace per parlare di cambiamento sia di non considerarlo come un elemento esterno che possiamo assumere, come fosse una pillola o un medicinale. Il cambiamento, quello vero, parte solo dallinterno. È un nuovo paradigma mentale che deve sostituire vecchi schemi. Per questo nell’appuntamento precedente parlavo di educazione e consapevolezza: perché dobbiamo essere in grado di riappropiarci dei concetti chiave e dei valori fondanti del nostro essere una comunità di persone. Penso soprattutto alla responsabilità che deriva dalla coscienza che la vita degli altri è anche un pola mia: sono io quel giovane che cerca lavoro, sono io quel professionista che fa fatica a pareggiare i conti, sono io quell’anziano che ha bisogno di cure mediche. Solo con questa consapevolezza si può uscire dal torpore della frustrazione o da una compiacente auto giustificazione. E solo così possiamo essere – da subito – quel cambiamento che stiamo aspettando, ma che tarda ad arrivare.

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