Dare valore ai valori per far primeggiare Padova

In questa domenica vorrei allargare la riflessione: credo, infatti, sia fondamentale riportare in primo piano le peculiarità del nostro territorio. Tutto ciò ha un legame profondo con il mercato immobiliare. La domande sono due: come immaginiamo il futuro di Padova? Quali vogliamo siano le prospettive per i nostri figli? Sembrano domande astratte, ma è partendo da una visione di ampio respiro che trovano senso le nostre scelte. La città del Santo è stata, e per certi aspetti continua a esserlo, uneccellenza nel mondo del terziario avanzato: università, sanità, istituti di credito, aziende e società di consulenza hanno sede a Padova. Questa vocazione va riscoperta e valorizzata, così come va potenziato il capitale artistico e turistico. Sono tutti aspetti che coinvolgono direttamente il mondo immobiliare, perché creare le condizioni per abitare un territorio serve ad attrarre persone, famiglie e giovani. A loro penso più intensamente: perché lasciare che per tutti loro l’unica alternativa sia andare all’estero, è un segno di fallimento. Ognuno deve fare la propria parte, per abbandonare i pesi che rallentano lo slancio e trovare nuove strade di sviluppo qui e ora, nel nostro territorio.

Scarica il documento Corriere Veneto

Riqualificare per fare spazio al desiderio di casa

Il mercato delle compravendite crescerà nella misura in cui saranno messi in circolo più immobili. l valori delle case difficilmente possono tornare a livello pre crisi, ma questo può essere l’occasione per costruire un mercato più florido. Con questo intendo che ci potranno essere più opportunità di acquisto e di vendita, per tutte le esigenze. Queste considerazioni trovano il loro naturale complemento nella necessità di valorizzare lesistente ed evitare nuove edificazioni. Aumentare la cubatura, infatti, oltre a privare l’assetto urbanistico di spazi liberi da dedicare ai servizi, ha conseguenze importanti anche a livello di mercato. Innanzitutto, perché produce più immobili di quanto sia la reale richiesta e quindi conduce all’aumento di case invendute o deprezzate, con conseguenze immaginabili su tutto il segmento dell’edilizia. Oggi, quindi, è bene ripartire da una riqualificazione dellesistente, perché spesso è ben posizionato e di buona qualità, costruito con la volontà di creare spazi da abitare e non semplicemente metri quadri da riempire. Ecco, credo che ripartire da ciò che siamo e da ciò che abbiamo sia una via maestra per agganciare quei segnali di ripresa che da più parti stanno emergendo.

Scarica il documento Corriere Veneto

Metti in circolo il tuo immobile

La staticità del mercato ha radici profonde. Ci sono elementi economici, fiscali e spesso anche psicologici che frenano il sistema di compravendite immobiliari. Il sintomo più affidabile per capire la salute di un mercato, infatti, è la sua dinamicità. Più che le quotazioni e i valori, quindi, è decisiva la quantità di compravendite che si realizzano in un anno. Perché in questo modo c’è un ricambio costante e si crea un circolo virtuoso che fa bene a tutti. Sì, perché se le compravendite aumentano, cresce il mercato stesso e gli immobili e i quartieri raggiungono un posizionamento più alto. Ma per fare questo serve anche che i singoli protagonisti abbandonino abitudini consolidate: è necessario staccarsi dalle opportunità di guadagno tipiche degli anni ’90. Le cose non sono migliori o peggiori di allora, sono semplicemente diverse, perché è cambiato il mondo, il lavoro, la società. Solo con questa consapevolezza, oggi è possibile dare un futuro al mercato. Perché i prossimi anni non saranno di recupero delle quotazioni, ma di ripresa della movimentazione degli immobili. Solo così tutto il sistema che ruota attorno alla casa, sarà di nuovo il perno dell’economia italiana.

Scarica il documento Corriere Veneto

Difendere la proprietà per dare un futuro al mercato

Una delle caratteristiche del mercato immobiliare italiano è la proprietà degli immobili: oltre il 70% delle case o degli appartamenti, infatti, è di proprietà. Questo costituisce un asset fondamentale dell’economia italiana. Ed è spesso un punto fermo per continuare a garantire il diritto alla casa: quanti genitori vedono l’acquisto di un immobile come una forma di investimento per il futuro e la serenità dei propri figli? Nonostante ciò, l’immobile è al centro di una pressione fiscale molto forte. Il grande shock del mercato, fra il 2007 e il 2013, ha rivoluzionato il mondo delle compravendite: perdita di valore degli immobili, stallo delle vendite, blocco degli acquisti. Essere proprietario di un immobile era diventato un peso, più che una risorsa. La cosa grave è che sulle macerie di questo mercato si è continuato a imporre tasse e balzelli, come se nulla fosse successo. Questo ha innescato comportamenti di difesa che hanno indebolito ancora di più un mercato già provato. Ora tutto questo sembra passato, ma è importante consapevolizzare alcuni punti: la proprietà va tutelata per essere di nuovo il perno su cui ruota un mercato e soprattutto  un bene su cui si basa il diritto alla casa.

Scarica il documento Corriere Veneto